Fortezza di Gonio

Fortezza di Gonio

Fortezza di Gonio

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A 15 km a sud di Batumi, la fortezza romana di Gonio si estende su 4,75 ettari di mura, 18 torri e un museo archeologico ricco di monete antiche.

A circa 15 km a sud di Batumi, nel villaggio di Gonio, la fortezza di Gonio (anticamente Apsaros o Apsaruntos) si estende su una pianura costiera tra il Mar Nero e le montagne dell'Agiaria. Questo sito archeologico, le cui prime fondamenta risalgono al I secolo a.C., è tra le fortificazioni romane meglio conservate del Caucaso. Su 4,75 ettari, le sue mura rettangolari, le 18 torri ancora intatte e il museo raccontano quasi due millenni di occupazione, da Roma all'Impero ottomano.

Perché visitare la fortezza di Gonio

Il sito racchiude diversi elementi di interesse che ne fanno una tappa coerente da Batumi:

  • Una planimetria rettangolare romana quasi intatta (222 m x 195 m), rara a questa scala in Georgią.
  • Un piccolo museo archeologico con monete di Tiberio, Vespasiano e Nerone, oltre a oggetti in oro, statue e gioielli provenienti dagli scavi.
  • Uno strato leggendario denso, dal mito del Vello d'oro alla tradizione della tomba di san Matteo.
  • Un contesto naturale aperto, tra il litorale del Mar Nero e i primi rilievi agariani.
  • Il festival di musica classica Night Serenades, organizzato all'interno della fortezza ogni estate dal 2009.

La storia di Apsaros-Gonio

La più antica menzione scritta del sito proviene da Plinio il Vecchio (Plinius Secundus), nel I secolo d.C., che lo designa con il nome di Apsaros. Il nome moderno « Gonio » appare molto più tardi, utilizzato per la prima volta dallo storico greco Michele Pancareto nel XIV secolo.

La fortezza controllava una strada militare e commerciale strategica che collegava l'Anatolia alla Lazica (Georgią occidentale), alla Persia e all'Armenia. Nel II secolo, si sviluppò in una città fortificata dotata di un ippodromo e di un teatro, la cui esistenza è attestata da fonti antiche. Gli scavi hanno portato alla luce terme, fondamenta di caserme, un praetorium, un sistema di fognatura, un serbatoio d'acqua, lampade a olio, gemme e ceramiche smaltate rosse.

Dal 1547 al 1878, il sito è occupato dall'Impero ottomano, che costruisce una moschea all'interno della fortezza e delle terme orientali edificate sopra le terme romane esistenti. Il Trattato di Santo Stefano, firmato nel 1878, pone l'intera Agiaria sotto il controllo dell'Impero russo. L'esplorazione archeologica sistematica del sito ha avuto inizio negli anni Sessanta e continua ancora oggi.

Leggende associate al sito

Due tradizioni, da intendere come tali, conferiscono a Gonio la sua profondità mitologica:

  • Il mito del Vello d'oro: secondo una versione, Apsirto, fratello di Medea, sarebbe stato assassinato da Giasone all'interno della fortezza, mentre il re Eete attaccava gli Argonauti per recuperare il Vello.
  • La tomba di san Matteo: una tradizione cristiana colloca a Gonio la sepoltura dell'apostolo, che sarebbe venuto a predicare nella regione dopo la morte di Cristo. Grandi piedistalli a forma di croce segnano la presunta ubicazione. Questa identificazione rimane leggendaria e non è stata confermata dall'archeologia.

Cosa vedere sul sito

L'enceinte fortificata

Il perimetro esterno delle mura misura circa 900 m per 5 m di altezza. La fortezza contava originariamente 22 torri e 4 porte; oggi ne rimangono 18. Le quattro torri d'angolo, più imponenti, raggiungono i 7 m di altezza e sono accessibili tramite scale in pietra integrate nella muratura. L'ingresso principale, contrassegnato da un portale ad arco, si trova nella parte occidentale. I blocchi taglia di origine sono visibili soprattutto nelle parti inferiori delle mura, nelle porte e nelle torri.

I resti interni

All'interno dell'enceinte, diversi strati di scavi lasciano intravedere le terme romane, le fondamenta delle caserme, il praetorium, la rete di fognatura e il serbatoio d'acqua. Le terme orientali ottomane, sovrapposte alle strutture romane, illustrano la stratificazione del sito. Un aranceto di iniziativa sovietica occupa parte dello spazio intramurario.

Il museo archeologico

Il museo di sito, modesto ma ben documentato, raccoglie i reperti provenienti dagli scavi: monete romane (Tiberio, Vespasiano, Nerone), gioielli, oggetti in oro, statuette, gemme e ceramiche. Contate 30-45 minuti per una visita completa.

Informazioni pratiche

  • Durata della visita: da 1 a 2 ore per combinare l'enceinte, i resti e il museo.
  • Tariffa: ingresso moderato che include l'accesso al museo. Il biglietto si acquista sul posto.
  • Orari di apertura: il sito è generalmente accessibile tutto l'anno, con orari più ampi durante l'alta stagione estiva.
  • Comfort: poca ombra all'interno dell'enceinte, portate acqua e cappello in estate.
  • Accessibilità: suoli irregolari, scale d'accesso alle torri non protette; scarpe chiuse consigliate.

Quando visitare

Il periodo più piacevole va da maggio a ottobre, con un clima subtropicale umido caratteristico della costa agariana. Luglio e agosto sono caldi e affollati, in linea con la stagione balneare di Batumi. La primavera e l'inizio dell'autunno offrono un miglior equilibrio per la visita archeologica. Se viaggiate in estate, informatevi sul calendario del festival Night Serenades, che trasforma l'enceinte in palcoscenico di musica classica la sera.

Come arrivarci da Batumi

Gonio si trova sulla strada costiera che collega Batumi al valico frontaliero turco di Sarpi.

  • In marchroutka: minibus regolari da Batumi in direzione di Sarpi, con fermata nel villaggio di Gonio. Il viaggio dura circa 30 minuti.
  • In taxi: corsa rapida dal centro di Batumi, da negoziare all'inizio o tramite un'applicazione locale.
  • In auto: strada costiera diretta con parcheggio disponibile vicino all'ingresso.

Cosa vedere nei dintorni

  • Spiaggia di Gonio: a pochi centinaia di metri, una spiaggia di ciottoli più tranquilla di quelle del centro di Batumi.
  • Sarpi: valico frontaliero con la Turchia, a una decina di chilometri a sud, noto per la sua architettura moderna sulla spiaggia.
  • Batumi: la capitale dell'Agiaria, il suo viale costiero, l'architettura contemporanea e l'atmosfera balneare.
  • Per prolungare l'itinerario archeologico in Georgią, il monastero di Gelati e la fortezza di Narikala a Tbilisi completano bene la visita.

Domande frequenti

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Domande frequenti

Contate da 1 a 2 ore per girare l'enceinte, osservare i resti interni e visitare il museo archeologico.

Si tratta di un'antica tradizione cristiana, materializzata da piedistalli a forma di croce. Nessun elemento archeologico sostiene questa identificazione, che rimane leggendaria.

Le marchroutka (minibus) in direzione di Sarpi passano per Gonio tutto il giorno e depositano i passeggeri vicino al sito. Il taxi rimane un'opzione pratica per un'escursione di andata e ritorno.

Sì, l'enceinte è vasta e pianeggiante, piacevole da visitare con bambini. L'accesso alle torri tramite scale in pietra richiede però cautela e sorveglianza.

Sì. La spiaggia di Gonio si trova a pochi minuti a piedi dalla fortezza, il che permette di alternare cultura e nuoto nella stessa mezza giornata in stagione.

Preparare il vostro viaggio

La fortezza di Gonio si inserisce naturalmente in un circuito che combina la costa agariana e l'interno della Georgią. Per costruire un itinerario su misura che includa Batumi, il Caucaso e i principali siti archeologici, consultate i nostri viaggi in Georgią.

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